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Gestione associata della Polizia Municipale
Più sicurezza, se c'è lavoro di squadra. E' questa la ricetta proposta dai Comandanti dei Corpi di Polizia Municipale dei Comuni di Terre di Pianura per aumentare la sicurezza sul territorio. Su questi temi abbiamo promosso un forum al quale hanno partecipato i Comandanti dei Corpi di Polizia Municipale di Baricella (Luigi Cantelli),Granarolo Emilia (Maurizio Bedosti), Malalbergo (Maurizio Santandrea), Minerbio (Gabriele Rambaldi), Molinella (Giovanni Pezzoli).
Da giugno è operativa la convenzione tra i Comuni di "Terre di Pianura" che gestiscono in forma associata alcune attività che hanno una immediata ricaduta sul controllo e sulla sicurezza del territorio (reperibilità, servizi serali e festivi, unico orario di servizio). Da un punto di vista tecnico e dell'organizzazione del lavoro, quali sono le vostre aspettative rispetto a questa nuova organizzazione del lavoro? Pezzoli: Abbiamo un obiettivo immediato: riuscire a far lavorare assieme persone che provengono da esperienze diverse, abituarle a lavorare fuori da confini comunali. Questo è molto importante, perché nella misura in cui riusciremo a "fare squadra", al di là della appartenenza a questo o quel Comune, riusciremo a raggiungere obiettivi ambiziosi.
Le vostre priorità, in questo senso, quali sono? E, soprattutto, che cosa potranno aspettarsi i cittadini da questo nuovo accordo tra le Polizie Municipali? Pezzoli: Certamente avremo la possibilità di esercitare un maggior controllo della circolazione stradale e creare quindi condizioni di maggiore sicurezza. Avremo inoltre la possibilità di essere più presenti sul territorio della Associazione, di sera e nei giorni festivi. Tra giugno e luglio faremo una ventina di servizi serali, con due pattuglie contemporaneamente presenti sul terirtorio. Insomma, i cittadini ci vedranno di più sulle strade. Bedosti: Sì, credo che questo sia un aspetto molto importante. Con questa nuova organizzazione riusciremo davvero ad avere più Agenti in servizio sul territorio. E credo che questo nuovo impegno potrà coesistere senza problemi con la normale attività che svolgiamo presso i nostro Comuni.
Torniamo un attimo al tema dell'organizzazione. Che ricaduta avrà questo nuovo modo di lavorare con le vostre consolidate abitudini? Cantelli: Mi pare che abbiamo messo in campo una interessante scommessa. Il dipendente pubblico è sempre stato visto come un qualcosa di statico, che difficilmente avrebbe cambiato il proprio modo di lavorare. Oggi invece stiamo dimostrando, e lo dovremo fare ancora in misura maggiore in futuro, che possiamo e dobbiamo interpretare il nostro ruolo in maniera flessibile, attiva. Insomma non sono più i tempi del dipendente legato all'orario 8.00-14.00. Il nostro impegno c'è, però abbiamo bisogno di più personale, oggi siamo pochi. Santandrea: Sì, è vero, il tema del personale è un tema decisivo. Tra l'altro, utilizzare il personale nell'ambito del territorio della Associazione rischia di "scoprire" un po' il lavoro che facciamo tutti i giorni nei nostri Comuni. A gennaio faremo il punto del lavoro svolto, tenuto conto anche del fatto che stiamo partendo con una funzione che per alcuni di noi è nuova: i rilievi della infortunistica stradale. Pezzoli: Ci dobbiamo attrezzare anche per far fronte al lavoro interno. E mi spiego. Se, a seguito dell'avvio del servizio serale, aumenteranno le infrazioni o i reati che contesteremo, di conseguenza aumenterà anche la parte burocratica che segue a questa importante attività operativa.
Altri obiettivi da segnalare? Rambaldi: Sì, dobbiamo cercare di arrivare ad una uniformità di comportamenti nell'ambito dei nostro Corpi. A volte può essere difficile abituarsi a condividere modalità operative, anche per le ragioni che ricordavano i colleghi. Però questo è un aspetto decisivo, dovremo anche arrivare ad uniformare i regolamenti che vigono nei cinque Comuni. Bedosti: Credo che lavorare assieme, tra Agenti appartenenti a diverse Amministrazioni comunali, possa essere un fattore di crescita professionale importante. Personalmente sono convinto che la collaborazione e l'integrazione che si instaura nei servizi serali e festivi dovrebbe essere estesa anche ai turni mattutini e pomeridiani, così da ottimizzare al massimo le nostre risorse.
Stiamo parlando della prospettiva di costituire il Corpo unico di Polizia Municipale di "Terre di Pianura"? Rambaldi: Certamente, e penso di interpretare anche l'opinione dei colleghi, perché ne abbiamo già parlato diverse volte. Crediamo che questo debba essere l'approdo definitivo. Intanto stiamo già realizzando molte attività - diciamo - di supporto, che gestiamo collegialmente. Ad esempio, abbiamo programmato assieme i corsi di formazione professionale, quasi ogni settimana - come Comandanti - ci riuniamo per programmare l'attività, abbiamo un unico coordinamento per compilare i servizi notturni e festivi. Insomma quella che è la prospettiva del Corpo unico di Polizia Municipale, definita come obiettivo politico della Amministrazioni comunali, nasce anche con il vostro consenso? Santandrea: Sì, perché la crediamo una operazione corretta e utile per i cittadini. Abbiamo anche trovato rispetto per il nostro ruolo, nel senso che il progetto procede anche sulla base delle indicazioni e degli aggiustamenti che riteniamo necessario proporre.
Allora possiamo dire che i cittadini possono aspettarsi, da questo nuovo modo di interpretare il ruolo della Polizia Municipale, un maggior margine di sicurezza? Pezzoli: Sì, anche perché c'è un eccellente rapporto di collaborazione con i Carabinieri. Questo consente di razionalizzare le forze in campo, evitando - ad esempio - di far convergere nella stessa zona pattuglie di Carabinieri e di Polizia Municipale. Programmiamo le nostre presenze, quindi, in modo tale da lasciare ai Carabinieri più risorse da impiegare nella lotta contro la criminalità, occupandoci noi maggiormente di altri aspetti relativi alla sicurezza, tra i quali certamente c'è il controllo della circolazione.
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