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L’imprenditoria femminile per lo sviluppo rurale

Nell'anno europeo delle pari opportunità l'assessorato all'agricoltura della Provincia di Bologna ha promosso il progetto "L'imprenditoria femminile per lo sviluppo rurale". Nell'ambito del progetto l'assessore Montera incontrerà lunedì 23 aprile ore 20,30 presso la Sala del Consiglio Comunale, Via San Donato 195 a Granarolo dell’Emilia le donne impegnate in agricoltura dei comuni di Baricella, Budrio, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio e Molinella.

Il progetto promosso da Gabriella Montera, Assessore all’agricoltura della Provincia di Bologna, si colloca fra le iniziative che intendono onorare l’anno europeo delle pari opportunità.
La forza del progetto nasce dalla novità dell’azione intrapresa: non più rapporti istituzionali mediati da interposti rappresentanti, ma una relazione diretta con le imprenditrici per costruire un feed-back continuo e sinergico fra la pubblica amministrazione e le donne. Una relazione fondamentale sia per le imprenditrici, che verranno informate sulle opportunità che gli interventi comunitari, nazionali e regionali riservano loro, sia per l’Amministrazione che potrà acquisire, direttamente dalla base, informazioni utili per pianificare, con soddisfazione di tutti, le politiche territoriali.
Il progetto prevede una serie di incontri con le imprenditrici in diversi comuni della Provincia individuati come punti di aggregazione (Bologna, Imola, San Giovanni in Persiceto, Granarolo, Pieve di Cento, Castello di Serravalle, Vergato, Pianoro).
Negli incontri verranno illustrate alle imprenditrici le varie possibilità di accesso ai finanziamenti pubblici. In particolare verrà trattato il tema relativo al nuovo Programma Regionale di Sviluppo Rurale (PRSR).

Il PRSR, ora a Bruxelles per l’approvazione, prevede interventi per incentivare la competitività dell’agricoltura e della silvicoltura, sostegni per la tutela dell’ambiente e dello spazio rurale, una serie di misure per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e favorire la multifunzionalità delle imprese agricole.
Il Programma Regionale prevede fra l’altro interventi finalizzati a valorizzare le politiche di genere con azioni volte a garantire una priorità per le donne in alcune specifiche misure, sia attraverso azioni di supporto che attraverso finanziamenti differenziati. Si incoraggia la formazione professionale delle donne riconoscendo loro un massimale di contributo maggiore rispetto agli uomini. Si sostengono servizi di consulenza e informazione finalizzati a superare i gap riscontrati. Si promuove la realizzazione di un complesso di servizi che offrano nuove opportunità occupazionali alle donne, attraverso la diversificazione del reddito aziendale, e allo stesso tempo migliorino e qualifichino le condizioni della vita e di lavoro nelle aree a maggior ruralità.

Il progetto prevede inoltre la costituzione dell’Osservatorio provinciale delle imprenditrici agricole. L’Osservatorio, costituito da donne rappresentanti del mondo delle imprenditrici nasce con l’obiettivo di monitorare le esigenze delle donne, individuare e selezionare le migliori iniziative volte a favorire lo sviluppo delle imprese, garantire l’informazione e il contatto costante fra pubblica amministrazione e mondo produttivo.
Le donne che verranno coinvolte direttamente sono più di 2000. Si tratta di imprenditrici che operano in aziende ancora vitali del territorio provinciale in quanto i loro nominativi sono stati estrapolati dall’anagrafe delle aziende agricole e dalla banca dati dell’Ufficio Utenti Motori Agricoli. Percentualmente rappresentano più del 25% delle imprese agricole provinciali. Questo dato è desunto dal censimento 2000, dal quale emerge che in provincia di Bologna le aziende condotte da donne risultavano essere 4.339 su oltre 17.000 imprese agricole. Si tratta di aziende di dimensioni inferiori rispetto a quelle con conduttore maschio (una media di 6,6 Ha di SAU contro i 10, 4 Ha), e penalizzate anche dal numero di giornate lavorative impiegate nelle attività agricole durante l’anno (58 contro le 122 delle aziende con titolari maschi).


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