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Terre di Pianura tira le somme e rilancia la propria attività
Esperienza positiva e proficua per i sei Comuni soci. L’importanza di valorizzare i territori nel momento di crisi economica. Per il futuro l’ipotesi di forme di collaborazione ancora più impegnative, come l’Unione di Comuni.
È un bilancio decisamente positivo, all’approssimarsi della fine del mandato amministrativo, quello che tracciano i sindaci dei sei Comuni (Baricella, Budrio, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio e Molinella) che fanno parte dell’Associazione intercomunale “Terre di pianura”. L’Associazione di Comuni è stata la prima nata su base volontaria nell'ambito della Provincia di Bologna, nel dicembre del 2000.
Sabato 13 dicembre, nel corso dell’Assemblea dell’associazione, i sindaci hanno presentato un documento condiviso che traccia un bilancio delle attività svolte negli ultimi anni e avanza delle proposte per il futuro. "In questi anni la gestione associata di alcune competenze, i risparmi derivati dal gestire per conto di tutti i Comuni una serie di forniture, la flessibilità nell’impiego del personale su determinate competenze – scrivono i Sindaci nel documento -, ha potuto veramente garantire un valore aggiunto rispetto a quanto può mettere in campo ogni singolo Comune. Senza abdicare alle specificità, tradizioni, autonomia dei singoli Comuni, l’adesione a Terre di Pianura ha significato operare in un orizzonte ampio, raggiungendo risultati migliori per tutti i cittadini".
La collaborazione fra i sei Comuni si è manifestata in questi anni oltre che nella realizzazione di servizi associati, anche con la promozione di azioni comuni di collaborazione a livello territoriale. Ad esempio con il contributo dato da Terre di Pianura alle politiche socio-sanitarie del Distretto della Pianura Est, sostenendo scelte innovative di assoluto rilievo, come la costituzione delle ASP (dimezzando il numero delle IPAB presenti sul territorio e i relativi CDA), l’unificazione di tre aziende sanitarie (superando l’ASL Nord della pianura), l’avvio del Fondo Regionale per la non autosufficienza, che ha incrementato i servizi domiciliari, assistenziali, le strutture.
"Non v’è dubbio che il risultato complessivo sia stato decisamente positivo – commentano i sindaci - anche se non su tutto siamo ancora riusciti a raggiungere i migliori risultati". Di certo è stato molto importante il lavoro svolto per pianificare lo sviluppo e la salvaguardia dei territori, in stretta collaborazione con la Provincia e con altre Associazioni dei Comuni. Questo ha portato all’accordo territoriale per le aree produttive e alla redazione in forma volontaria ed associata del Piano Strutturale Intercomunale, importanti strumenti di programmazione urbanistica che hanno agevolato la definizione dei Piani Comunali che sono già stati adottati o sono in via di adozione.
Qualche preoccupazione viene dal contesto internazionale e nazionale, con la crisi finanziaria ed economica che investe buona parte del globo e con la cattiva salute del pianeta. La risposta va data anche a livello locale: "Riteniamo che si dovrà lavorare ancor di più per la valorizzazione dei nostri territori, rafforzando quella sinergia particolare fra sistema economico e sistema del welfare che ha contribuito a creare la ricchezza dei cittadini e delle imprese dell’Emilia Romagna, giungendo finalmente ad una riforma in senso federalista dello Stato che permetta ai Comuni di svolgere il ruolo loro assegnato dalla Costituzione", è la linea che intendono seguire i sei primi cittadini.
Tutti condividono poi la necessità di un ulteriore passo in avanti da parte dell’Associazione: "Immaginiamo che le esperienze di collaborazione fra i nostri Comuni potranno evolvere verso forme ancor più impegnative, come ad esmepio le unioni dei Comuni, come del resto ci invitano a fare sia le concrete politiche della Regione Emilia Romagna, sia le intenzioni delineate dal recente disegno di legge presentato in Parlamento sul federalismo fiscale. Ogni Comune deciderà liberamente se e in che tempi e modi vorrà contribuire a fare evolvere l’esperienza fin qui maturata in Terre di Pianura, ma non c’è dubbio che una riflessione di prospettiva si imponga".
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